Partenza: Livigno P8 (SO)
Durata: 2,30 h Passo – 5 h circa anello tot.
Altitudine: 2.660 m
Dislivello: 890 m
Difficoltà: Impegnativo
Presenza Acqua: Sì, fontana e ruscelli
Rifugio: Malga alla partenza
Note: Pietraia con traccia poco visibile

DESCRIZIONE ITINERARIO

Lontano dal caotico via vai del centro Livigno, la montagna cambia ritmo. Basta lasciarsi alle spalle i sentieri più turistici per scoprire vallate selvagge e solitarie, dove si nascondono splendidi laghi turchesi, incorniciati dalle cime più alte. 

Vuoi sapere dove? Segnati questa meta: i Laghi della Valletta

Quello che stiamo per raccontarti è un appagante giro ad anello di circa 5 ore, al di fuori delle rotte più battute. Ti occorreranno però un po’ di allenamento, un pizzico di senso dell’orientamento e abbastanza agilità per affrontare un tratto molto ripido. Nessuna particolare dote da alpinista, ma la capacità di osservare il terreno e muoversi con consapevolezza. 

Se frequenti spesso la montagna già lo sai: a volte i sentieri sembrano voler giocare a nascondino, ma basta tenere gli occhi aperti per individuare i segnavia dipinti qua e là sulle rocce e il gioco è fatto. Ma se al contrario non hai molta esperienza, potresti incontrare qualche difficoltà nel mantenerti sulla traccia corretta. Nulla di proibitivo, ma qui serve un po’ più di attenzione: non sempre sarà il sentiero a dirti dove andare, a volte dovrai essere tu a cercarlo.

PUNTO CONSIGLIATO PER LA PARTENZA

Raggiungi il parcheggio P8 in fondo al paese di Livigno, verso il Passo Forcola. Nei periodi di maggiore affluenza turistica, il parcheggio tende a riempirsi rapidamente perchè da qui partono anche altri percorsi.

TAPPE E DURATA DEL PERCORSO

La prima parte del percorso ricalca il sentiero che conduce alla Malga Alpe Vago e alla Cascata della Val Nera, due classiche mete della zona. Questo significa che dovrai attendere qualche minuto prima di ritagliarti il tuo spazio.

Dal parcheggio imbocca la sterrata sulla destra, in direzione Cheseira dal Vach e raggiungi la Malga Alpe Vago, già visibile in fondo alla strada. Se sei in compagnia del tuo cane, fai attenzione ai recinti elettrificati che delimitano i pascoli. Una volta arrivato alla malga, troverai anche una fontanella per fare il pieno prima di ripartire.

Il sentiero ora prosegue alle spalle della malga, in direzione Casc’cheda da val Neira o Cascada della Val Nera (n. 100-113). Al bivio, tieni la destra e segui la traccia che sale per il bosco. Ad accompagnarti fino alla cascata, sarà il fragore del torrente che scorre più a valle.

Dopo circa 40 minuti ti troverai di fronte a un nuovo bivio. A sinistra si scende verso la cascata, mentre il nostro itinerario prosegue a destra per i Lach da la Valeta o Laghi della Valletta (n. 113). Bastano pochi passi in salita e il paesaggio cambia completamente volto. La vegetazione si apre e davanti a te compare la distesa della Val di Campo.

Segui la lunga traccia che costeggia il torrente e goditi il cammino in falso piano. Dopo circa mezz’ora, giungerai a un altro bivio. È qui che si chiuderà il giro ad anello che porta ai laghi e che ti consigliamo di compiere in senso orario. Procedi quindi a sinistra (sentiero n. 113) e avvicinati alla cascata.

La parte più impegnativa arriva ora. Risali con attenzione il ripido sentiero che costeggia la cascata aiutandoti con le mani dove necessario.

Terminato il tratto verticale, la pendenza torna a essere più dolce. Puoi finalmente riprendere il fiato ma senza abbassare la guardia perchè da qui in poi il fondo diventa più roccioso e la traccia si fa meno evidente.
Aguzza la vista e inizia la caccia ai segnavia e agli ometti di pietra: saranno loro a guidarti fino al primo dei due laghi, il settentrionale e più grande, a quota 2.592 metri.

Se te la senti di proseguire verso il secondo lago, segui i bolli bianco-rossi lungo la sponda destra.
Dopo un tratto di pietraia raggiungerai una piccola conca sterrata. Sulla destra noterai un rudere in pietra, probabilmente un antico riparo ormai consumato dal tempo. Ricordalo: ti servirà come riferimento al ritorno.

Continua a salire tra gli sfasciumi e, dopo pochi minuti, sulla sinistra comparirà il laghetto meridionale, inizialmente un po’ nascosto. Sei a quota 2.646 metri.

Arrivato fin qui, vale la pena fare conquistare l’ultima tappa del nostro itinerario. Affronta un breve tratto in salita e raggiungi il Passo di Val Mera, a 2.660 metri, proprio sul confine con la Svizzera.

Per il rientro, torna al rudere in pietra ma questa volta segui la traccia che si stacca sulla sinistra, facendo attenzione ai segnavia dipinti sulle rocce. Un breve tratto in salita ti regalerà una splendida vista panoramica sui laghi, prima di iniziare la discesa verso la Val di Campo.

Da qui il sentiero torna ben marcato. Non ti resta che seguirlo fino a ricongiungerti con la traccia percorsa all’andata.

EQUIPAGGIAMENTO INDISPENSABILE

Durante la nostra escursione abbiamo incrociato alcuni “escursionisti” che, a pomeriggio inoltrato, si apprestavano a intraprendere il percorso senza conoscere l’itinerario.

Non sta a noi giudicare le scelte altrui, ma una cosa possiamo dirla con certezza: in montagna l’improvvisazione non paga. Prima di partire è fondamentale informarsi sul percorso, valutarne difficoltà e condizioni e, soprattutto, partire presto. Avere diverse ore di luce è importante, perché lungo le pietraie la traccia può diventare poco evidente e individuare segnavia e ometti richiede attenzione.

Controlla sempre le previsioni e rinuncia in caso di meteo incerto: in alta quota le condizioni possono cambiare rapidamente.

Per l’attrezzatura, scegli scarponcini da trekking con una buona suola e porta con te dei bastoncini, utili soprattutto nei tratti più ripidi e in discesa. Lungo il percorso non troverai rifugi, ristori o fontanelle: l’unico punto per rifornirti d’acqua è alla partenza, presso la Malga Alpe Vago. Porta quindi una buona scorta d’acqua e qualcosa da mangiare.

Infine, non dimenticare cappellino, crema solare, occhiali da sole, un cambio asciutto e uno strato antivento: più in quota sarai molto esposto al sole e, una volta raggiunto il passo, il vento può farsi sentire parecchio.

CONSIGLI PER IL NOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE

Se pensi di affrontare questo trekking insieme al tuo cane, valuta bene la sua età e forma fisica. La lunghezza del percorso e i tratti più impegnativi, potrebbero rappresentare uno sforzo importante. Fonti di acqua sono spesso presenti ma considera che dalla Cascata della Val Nera in poi non ci sono più zone in ombra.

Attenzione alle recinzioni elettrificate a inizio percorso.

 

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