Partenza: Avolasio (BG)
Durata: 2.40 h andata
Altitudine: 1.600 m circa
Dislivello: 650 m circa
Difficoltà: Medio Facile
Presenza Acqua: No
Rifugio: Sì, cani ammessi
Note: 7,7 km andata

DESCRIZIONE ITINERARIO

Non sempre le strade più conosciute sono le più belle e questo itinerario ne è la prova. Quando si nominano i Piani di Artavaggio, spesso si pensa alla salita dalla Valsassina, eppure esiste un’alternativa capace di sorprendere: un percorso più solitario che si sviluppa sul versante bergamasco e regala paesaggi inaspettati!

La partenza si trova a Avolasio
, un minuscolo borgo incastonato nei boschi della Val Taleggio. Da qui si risale una strada agrosilvopastorale lunga circa 7,7 km, larga e facile da percorrere. L’itinerario è abbastanza lungo ma non scoraggiarti, le pendenze non sono mai impegnative, basta avere solo un po’ di motivazione e il paesaggio farà il resto.

Una volta arrivato ai Piani di Artavaggio si aprirà un’incantevole distesa verde dove potrai dedicarti al relax e regalare qualche momento di gioco e libertà al tuo cane (sempre nel rispetto degli altri escursionisti).
Se vuoi proseguire ancora, in circa 30 minuti puoi raggiungere i rifugi Nicola e Cazzaniga, e per completare l’impresa, toccare la cima del “piramidone” del Monte Sodadura.
Non ti resta che scoprire i dettagli di questo imperdibile itinerario e metterti in cammino!

PUNTO CONSIGLIATO PER LA PARTENZA

Punta il navigatore sulla chiesetta Madonna della Neve di Avolasio, frazione del comune di Vedeseta (BG).
Se arrivi dalla Valsassina, supera la Culmine di San Pietro e continua lungo la strada a tornanti. Procedi con attenzione perché è piuttosto stretta, ed è molto frequentata da ciclisti e motociclisti.
I posti auto non sono molti. Puoi parcheggiare di fronte alla chiesetta o poco più sopra.

TAPPE E DURATA DEL PERCORSO

Incamminati lungo la strada asfaltata a destra della chiesa. Pochi passi in salita ed ecco sulla sinistra i primi
cartelli escursionistici per Artavaggio: itinerario n. 151 a 2.40 h, 7,7 km.

Inizia ufficialmente il cammino sulla strada agrosilvopastorale che sale gradualmente e alterna tratti sterrati
a tratti cementati.
Più avanti si incontra un bivio, ma rimani sul percorso principale. Supera la località Prati di Giugno e le caratteristiche baitelle in sasso perfettamente ristrutturate della località Medile. Continua il tuo cammino in dolce salita.
Dopo qualche chilometro il percorso prosegue nel bosco fino al prossimo bivio. Rimani sulla destra in leggera discesa.

Più avanti la vista si apre di nuovo: è l’occasione perfetta per fermarsi un momento e gustarsi il panorama circostante, dove spiccano il Resegone, inconfondibile con la sua cresta a zig-zag, il Monte Due Mani e l’imponente massiccio delle Grigne.
Eccoti dunque arrivato ai pascoli dell’Alpe Sella a 1.380 m, luogo importante per la produzione dello “Strachitunt”, un tipico formaggio erborinato della Val Taleggio. In fondo alla valletta puoi notare una curiosa architettura verde, chiamata roccolo, un tempo utilizzata dai cacciatori come postazioni per la caccia.
Un nuovo cartello indica che per i Piani di Artavaggio dovrai camminare altri 4 km per 1.20 h circa, ma non perderti d’animo, continua senza esitazione e prosegui sul percorso principale fino a incontrare un altro cartello in località Cruseta.
Arrivato a una stanga, la strada agrosilvopastorale si unisce a quella proveniente dalla Valsassina.
La meta ormai è vicina. Dopo circa 40 minuti eccoti arrivato agli ampi prati dei Piani di Artavaggio.

Se hai ancora fiato per un altro tratto in salita di circa 30 minuti, prosegui per il Rifugio Nicola. Lascia la Chiesa sulla destra, fai rifornimento d’acqua alla fontanella (attenzione: non sempre funziona perciò portati anche una scorta da casa per sicurezza) e procedi per il largo sentiero sterrato che serpeggia sulla montagna di fronte a te.

Potrai riconoscere il rifugio per la sua forma piramidale e il tetto argentato.

E se ancora non ne hai abbastanza, puoi proseguire fino alla madonnina sulla cima del Monte Sodadura, il piramidone sulla destra del rifugio che tocca i 2014 m di altitudine. Questa salita è breve ma più impegnativa e indicata solo per cagnolini agili e abituati a percorsi di montagna piuttosto stretti. Presta molta attenzione specialmente in inverno dove raccomandiamo l’uso dei ramponcini da ghiaccio.

EQUIPAGGIAMENTO INDISPENSABILE

Per percorrere questo itinerario adatto a tutti, interamente su strada carrozzabile, saranno sufficienti delle comode scarpe da trekking.

Meglio evitare giornate troppo afose perché la strada è quasi totalmente esposta al sole, dunque portati crema solare, copricapo e una buona scorta d’acqua.

CONSIGLI PER IL NOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE

Se il tuo cane ha voglia di sgranchirsi le zampe, questo itinerario è l’ideale: niente salite impossibili né arrampicate da stambecchi, solo qualche chilometro da macinare. L’unica cosa da tenere presente è la sua forma fisica: il percorso è semplice, ma un po’ lungo. La ricompensa sono i Piani di Artavaggio: un vero paradiso verde, con prati sconfinati dove correre, saltare e rotolarsi felici. Mi raccomando però: libertà sì, ma sempre nel rispetto degli altri escursionisti.

Ai Piani troverai diversi rifugi, anche se non tutti accolgono i quattro zampe. Per esperienza possiamo dirti che il rifugio Sassi Castelli è dog-friendly e sempre pronto ad aprire le porte.

Porta una scorta d’acqua perchè non ci sono fontanelle.

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